CHIESA SS. PIETRO E PAOLO

Chiesa parrocchiale

Il 30 novembre 1729 la chiesa parrocchiale fu solennemente benedetta, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, e aperta alla comunità. Essa è il risultato numerosi interventi che si sono susseguiti nel tempo, fino agli ultimi del 2019 per riportare allo stato originario gli affreschi della volta, deturpati dall’umidità. Il terreno su cui sorge fu donato dal feudatario di Pianezza, principe di Francavilla, che si assunse anche le spese per la costruzione. La Comunità si impegnò nei lavori di scavo, nel trasporto dei materiali ed acquisì la proprietà dell’edificio, motivo per cui rivendicò il diritto di fare dipingere al centro dell’arco santo lo stemma di Pianezza.

La facciata fino al 1881 rimase grezza, con i mattoni sporgenti e rientranti a file alterne. Su disegno dell’ing. Pagliano fu intonacata e dotata degli elementi architettonici visibili ancora oggi. Di impostazione neoclassica essa è ripartita in due fasce da un elegante marcapiano interrotto al centro da un semiarco in corrispondenza delle colonne. Quella inferiore, più alta, è suddivisa in quattro specchi da altrettante lesene a capitello corinzio. Il portale d’ingresso è affiancato da due colonne, a capitello corinzio, aggettanti verso la piazza. La fascia superiore completata da un timpano sovrastante tre specchi separati da lesene e completati da serti di fiori e foglie, presenta al centro un rosone ad anelli disposti a corolla. Nei due specchi inferiori esterni si aprono due nicchie che includono le statue di San Pietro e di San Paolo.

L’Altare Maggiore è dedicato aiSanti Apostoli Pietro, Paolo, Andrea e a San Carlo Borromeo. La pala d’altare rappresenta il “Trionfo dell’Eucarestia e Santi titolari”. E’ una tela di Carlo Filippo Brambilla, pittore attivo in Torino nella prima metà del ‘700.

L’altare venne affidato alla compagnia del SS. Sacramento che ne curò il mantenimento ed il decoro, affiancata dalla Compagnia della Dottrina Cristiana.

Fu più volte rimaneggiato prima della sistemazione attuale nel 1999, in cui la pala fu addossata alla grande finestra dell’abside per permettere la sistemazione dell’altare maggiore, in adeguamento ai dettami del Concilio Vaticano II.

Nell’abside due grandi tele, di autore sconosciuto, affiancano la pala d’altare. Guardando l’altare, a destra si trova l’ “Apparizione di Cristo a Paolo sulla via di Damasco e la sua conversione”. A sinistra, Pietro riceve il “primato”: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt. 16,18).

Nel catino una serie di affreschi: in centro “L’Angelo libera Pietro dal carcere”, a sinistra: “Martirio di Pietro”, a destra “Martirio di Paolo”.

Nella volta: “Pietro Vicario di Cristo nella gloria del Cielo”.

Negli affreschi della navata centrale: al centro “Gli Apostoli Pietro e Paolo ai piedi della Vergine nella gloria celeste”. Negli angoli sopra le finestre: “ Gli Evangelisti con il proprio simbolo”.

Nella navata sinistra:
Cappella del Cristo risorto.
Altare di San Giovanni Bosco e Domenico Savio. Tela dipinta negli anni ‘50 da Michele Favaro che ambientò la scena nell’Oratorio di Pianezza e i ragazzi che lo frequentavano gli fecero da modello.
Altare del Terz’Ordine Francescano.

Nella navata destra:
Cappella della Madonna del Rosario.
La pala rappresenta la Madonna con Bambino che offre la corona del rosario con San Domenico e Santa Rosa da Lima. L’altare attuale, di stile neoclassico ma di impostazione juvarriana, è databile alla metà del Sec. XIX.
Sulla parete sopra l’ingresso della Cappella dei bimbi, è posizionata la grande pala con “La Vergine tra i Santi Rocco e Sebastiano”. Il grande quadro, di ottima fattura settecentesca, era collocato, già nel 1772, nella parete terminale del coro della Chiesa di san Rocco, dove l’umidità aveva provocato un inizio di distacco della pellicola pittorica. Nel 1843 i responsabili della Confraternita decisero di affidare il restauro dell’icona al pittore Luigi Ferreri.
Altare del Suffragio o delle Anime Purganti, dedicato alla “liberazione delle anime del Purgatorio”.
La pala d’altare mostra la Vergine col Bambino, San Filippo, San Nicola da Tolentino e le Anime liberate dalle fiamme. Ai lati due statue in gesso dipinto impersonano la Fede e la Speranza. Nelle nicchie sopra gli archi laterali altre due statue in stucco bianco, in stile prettamente barocco, simboleggiano la Misericordia e il Dolore.
Nel 1731 l’altare fu affidato alla Compagnia del Suffragio i cui membri, 80 uomini e 80 donne, si assicuravano suffragi per la loro anima mediante versamenti annui.
Ai piedi dell’altare vi era il sepolcro dei membri della Compagnia, in cui fu sepolta anche Maria Bricca; ispezionato nel corso dei recenti restauri il sepolcro fu trovato vuoto.
Altare del Transito di Sant’Anna; la pala presenta la “Morte di Sant’Anna, assistita dalla Sacra Famiglia”. Nel 1731 al momento della Consacrazione della chiesa si dichiara che l’Altare è proprietà del Principe Francavilla, marito di Irene Simiana, finanziatore della costruzione della Parrocchiale.
Il Fonte battesimale con la cancellata fu costruito pochi anni dopo la consacrazione della chiesa avvenuta il 6 ottobre 1731, quando era ancora in uso la vecchia vasca bipartita che attualmente serve da acquasantiera.
La nuova vasca è stata inserita tra il presbiterio e l’altare della Madonna del Rosario. Al posto del Fonte Battesimale qui si trova la statua dell’Addolorata. La cancellata, di graziosa leggerezza barocca, è in ferro battuto verniciato, con giunti in ottone. L’affresco sovrastante, con Giovanni che battezza Gesù, è opera moderna attribuita al pittore Riffredi, eseguita nella prima metà del ‘900 in sostituzione di una settecentesca statua con stesso soggetto.