viceparroco dal 1940 al 1944

Don Esterino col Vicario Mons. Maritano

Di Gregorio e Amabile Botto, nato a Torino il 15 agosto 1915.

La mia è una famiglia popolare, i miei genitori quando si sposarono erano camerieri. Sono nato a Torino in corso San Maurizio19- scala sinistra. Terzo piano, seconda porta sul ballatoio. Vani; uno. Finestre: zero. Servizi: fuori, Qui crebbi sino al diciassettesimo anno. Il casone che ci ospitava, cinque piani per tre lati, era operaio al 100%: ho respirato mentalità operaia sin dai primi giorni della mia vita.

Fu ammesso alla Scuola Fiat di via Nizza nel 1929, frequentando la parrocchia della Ss. Annunziata maturò il desiderio di diventare sacerdote. Il 29 giugno 1939 fu ordinato sacerdote dal Cardinale Maurilio Fossati. Per un anno frequentò il Convitto Ecclesiastico della Consolata e dal 1940 al 1944 fu viceparroco a Pianezza.

Fui mandato a Pianezza, che a quei tempi contava tremila anime: lontana dalla ferrovia, conosceva poco il pendolarismo (al contrario della vicina Alpignano), era molto provinciale e molto segnata dalla cultura contadina. Dal punto di vista religioso era famosa per la forte devozione mariana (ogni mese c’era una diversa statua della Madonna che veniva collocata accanto alla balaustra).

Le cinque classi elementari erano tenute dalle suore del Cottolengo, che hanno marcato fortemente e positivamente il senso religioso della popolazione di Pianezza per diverse generazioni.

Durante il periodo trascorso a Pianezza don Esterino cominciò a frequentare assiduamente le due industrie locali la “Bachelite” e la “Miletto & Figli” e per questa sua piccola esperienza operaia fu contattato per unirsi alla squadra di quei preti che andavano a confessare nelle fabbriche di Torino in occasione delle Pasque operaie. Gli anni di Pianezza sono anche quelli della Seconda guerra mondiale e dell’esperienza partigiana, si legge tra le sue memorie

Andavo sui monti di Valdellatorre a vedere come stavano i ragazzi del paese che erano riparati in montagna, e poi mi univo alle loro famiglie quando venivano giù a fare prelevamenti di cibo, vestiario e altro. Il passaggio attraverso il prete dava garanzia, e come prete potevo espormi di più senza correre eccesivi pericoli. Quando arrivano i tedeschi o i repubblichini si tentava di parlamentare, e comunque quando si trattava sullo scambio di prigionieri mi sentivo forte del mio abito di prete.

Quando lasciò Pianezza unanime fu il rimpianto, così lo ricorda Giuseppe Ramello:

Alla funzione di addio calde lacrime da parte di tanti parrocchiani. Gli regalammo una bicicletta nuova fiammante. Lo salutammo con il canto salesiano: Don Bosco ritorna.

Dal 1943 anche in Italia si formarono i primi gruppi della Gioventù Operaia Cristiana, con esperienze locali particolarmente vive a Torino e a Roma (ma con diffusione in tutta la penisola). A Torino alcuni giovani di AC insieme a don Esterino Bosco, avviarono l’esperienza in contatto con la JOC francese e belga, e don Esterino diventò il primo Assistente Nazionale del movimento.

Don Esterino riuscì ad entrare in Fiat Mirafiori nel maggio 1945, durante il periodo di gestione delle fabbriche del Comitato Nazionale di Liberazione. Vi lavorava ancora suo padre Gregorio. “Abbracciando mio padre”, racconta don Esterino, “sul suo posto di lavoro, abbracciavo tutti gli operai di Mirafiori”. Don Esterino ebbe una presenza costante nella Fiat, presenza che si prolungò nei successivi cinquant’anni.

Costituì, nel 1946, una comunità di cappellani del lavoro, divenendo delegato arcivescovile dell’Onarmo nel 1956. In quello stesso anno, nell’allora nuova sede dei cappellani del lavoro di Torino in Via Vittorio Amedeo, fu celebrata la prima Messa dal cardinale Maurilio Fossati. La sede è ancora un riferimento importante della Pastorale Sociale e del Lavoro.

L’attività pastorale di don Esterino Bosco è stata oltremodo variegata. Oltre che con il mondo operaio, don Esterino fu vicino anche al mondo dei giovani, inoltre per tanti anni amministrò, a nome del Vescovo, il sacramento della Cresima nelle parrocchie della diocesi. Si dedicò anche alla formazione dei giovani seminaristi insegnando omiletica nei seminari. Nel corso della sua attività ebbe una proficua collaborazione con l’Opera diocesana.

Tornò più volte a Pianezza, lo ricordiamo  nel 1977 e nel 1982 per incontrare anziani e pensionati.

Dal 1982 visse presso il Santuario della Consolata. È morto a Torino il 7 dicembre 2008.

Per chi volesse approfondire la figura di don Esterino si consiglia il libro:

Don Esterino si racconta a cura di Lucia Marocco e edito da EFFATA’ EDITRICE