DON VIRGINIO MELONI – 1979 – 1995

Don Virginio Meloni
parroco dal 1979 al 1995

figlio di Emilio e Margherita, è nato a Savigliano il 10 maggio 1919; è stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1942, è stato viceparroco a Marene fino al 1948, a S. Croce in Torino fino al 1962, poi parroco fondatore a S. Giulio d’Orta dal 1962 al 1979; dal 1979 al 1995 parroco a Pianezza, quindi collaboratore parrocchiale a S. Lorenzo a La Cassa con don Pier Giorgio Serra.

Da alcuni mesi era ospite al Cottolengo dove ha concluso il suo lungo e fecondo cammino sabato 10 dicembre 2016.

Hanno scritto di lui i suoi parrocchiani: uomo fedele al Vangelo, sempre aderente ai suoi principi fondamentali, ma evangelicamente attento alle persone. Uomo coerente: ciò che predica lo vive personalmente. Uomo dal cuore grande: sempre disponibile al dialogo personale. Uomo di preghiera; preghiera personale al mattino ed alla notte in chiesa, rapporto personale con Dio che si trasforma in azione nella giornata, innamorato di Dio.

Dio che si trasforma in azione nella giornata, innamorato di Dio. Uomo del dialogo: sapersi confrontare con tutti, anche quelli che non la pensano come lui, accettare anche. la contestazione degli anni 68-69, apertura ai problemi di quartiere, a far crescere dei laici corresponsabili. Uomo povero per i poveri: sempre pronto a dare a chi ne aveva bisogno, ospitalità ai senzatetto e ai senza fissa dimora, agli sfollati del terremoto del Friuli e saper lasciare la parrocchia a 60 anni «perché vi voglio bene e perché cresciate».

«Vengo per voler bene…

Così si presentava don Virginio sul primo numero di Pianezza Comunità, giornale nato in occasione del suo ingresso e da lui curato e fatto crescere. Molte sono state le testimonianze di chi con i giornali e i social, come nel colloquio tra le persone hanno voluto ricordate la figura di colui che è stato il parroco di Pianezza dal 1979 al 1995, scomparso il 10 dicembre scorso. Ognuno porta nel proprio intimo e nella propria mente, un episodio caro o una sua parola di cuore. Pianezza Comunità lo vuole ricordare traendo dal giornale alcuni articoli che riguardano la sua molteplice attività a Pianezza e alcune sue parole.

Nel 1980 scriveva: «Da un anno sono con voi, vi trovo aperti, cordiali, amici: grazie! Vi sprono a coltivare il dono più bello con la vita: la fede». In quell’anno si spegneva don Sergio Blandin Savoia, nostro parroco dal 1968 e che aveva rinunciato per motivi di salute, nel 1978.

Il primo numero dell’anno 1981 ci ricorda quanto fosse grande il cuore di don Virginio. Il 23 novembre 1980, un fortissimo terremoto sconvolgeva l’Irpinia e da subito invitava la Comunità alla preghiera per poi farsi coordinatore con il Comune per portare i primi aiuti che verranno portati da alcuni giovani, che lì si fermeranno alcuni mesi. Ad una prima richiesta di offerte si raccolgono più di 8,5 milioni di lire.

Estate Ragazzi ha sempre avuto un’attenzione particolare da parte di don Virginio, nel 1982 riprende la convenzione con il Comune, perché «L’oratorio ama i ragazzi, ha fiducia in loro, partecipa al progetto educativo di ogni famiglia»

Un problema che hanno dovuto affrontare i parroci che hanno preceduto don Virginio, che ha coinvolto lui stesso e che continua ad assillare don Beppe è la continua e dispendiosa manutenzione delle varie chiese di Pianezza e degli edifici di proprietà della parrocchia. Nel 1982 su Pianezza Comunità leggiamo: «Ho trovato la chiesa parrocchiale, stupenda nelle linee, non altrettanto nella conservazione, per cui è mio dovere richiamare i pianezzesi ad amarla.»

Non si può parlare di don Virginio senza citare una delle sue creature più importanti, conosciute e apprezzate anche fuori Pianezza e che permane tutt’ora: il Palio dij Sëmna Sal, che si proponeva di: «[…] suscitare tra i Pianezzesi la solidarietà nella buona e nella cattiva sorte, creare fiducia, saldare l’unità tra gli antichi e i nuovi abitanti, accogliere quelli in via di insediamento.»

L’attività della Compagnia di Carità di San Vincenzo è sempre stata al centro della sua sensibilità e Pianezza Comunità aveva sempre, non solo resoconti, ma stimoli continui ad avere tutti verso i più bisognosi un’attenzione particolare. Esempio che viene da lontano e che continua ancora oggi.

Lancia le Missioni del 1986 per essere come cristiani «segno, perché Dio ci chiama ad essere lievito, luce, fermento per essere come comunità testimoni di pace, bontà senza pregiudizi e antagonismi»

Gli arcivescovi di Torino Mons. Ballestrero nel 1984 e Mons. Saldarini nel 1993 effettuarono visite pastorali a Pianezza, in quelle occasioni don Virginio ricordava: «Il passaggio dell’Arcivescovo può essere occasione […] per riprendere con serietà quel cristianesimo, che ha fatto tanti santi e onorato la storia.»

A settembre del 1995 don Virginio si commiatava da noi, «Lascio Pianezza. Lascio le cose, non le persone […] vi saluto e vi ringrazio, vi chiedo sinceramente perdono per i miei molti limiti e vi benedico.»

Pianezza, don Virginio non l’ha mai lasciata, infatti ha continuato a scendere settimanalmente da La Cassa, dove ha trascorso, benvoluto, ancora tanti anni, per incontrare i nostri anziani, partecipare a tante feste e momenti di preghiera della nostra Comunità. Non potremo mai ringraziarlo abbastanza, anche per il fatto che ha voluto rimanere tra noi per sempre.

Nel suo testamento ha scritto: «chiudo sereno questa vita terrena, che mi apre a quella del cielo, secondo la promessa di Gesù, che adoro […] a tutte le care comunità di Santa Croce, di San Giulio, di Mondrone, di Pianezza, di La Cassa …vi ho voluto bene e …continuo a volervi bene»