Era il 1950 avevo da poco compiuto 11 anni, a Pianezza c’erano poco di più di 4000 abitanti, era ancora un paese agricolo con molta campagna e pochissime industrie. Ricordo via Caduti della Libertà, la via principale del paese con tanti negozi di ogni tipo, mia mamma mi portava con lei quasi tutti i giorni a fare la spesa perché allora pochi potevano permettersi un frigorifero, ed io guardavo ammirato quei negozi.

Abitavamo in via Gariglietti 13 e lì in leggera salita iniziava la via Caduti.  Il primo negozio sulla destra di frutta e verdura era gestito da Giuseppe Forchini conosciuto da tutti come “Pinot”, più avanti a sinistra il negozio di abbigliamento della sig.ra Genova, sempre sulla sinistra un altro frutta e verdura e alimentari chiamato “el Buteghin” perché era piccolo ma ci si trovava di tutto, anche il latte, poi la panetteria Gili.  Di fronte le sorelle Griffa avevano il negozio di cartoleria, tutti i bambini acquistavano libri e quaderni e tutto il necessario per la scuola, più avanti il barbiere Vito Signorello detto “Vituccio” e subito dopo all’angolo con via Masso Gastaldi la merceria – sartoria abbigliamento di Vincenzo Cerruti, di fronte la più bella gastronomia del paese la salumeria Giovanni Frio Giovanni.

Chiunque entrava lì dentro gli veniva appetito, sul banco si trovavano enormi vassoi di “insalata russa”, formaggi di ogni tipo, insaccati di ogni genere appesi in alto ad una sbarra, in un angolo si trovava una botte di legno alta circa un metro piena di olive in salamoia, e quando mia madre aveva finito di fare la spesa, andavo via a malincuore.

I negozi non finivano, proseguivano in tutti i due lati della strada e in fondo alla via sulla destra c’era Virginio Drocco con il negozio di idraulica e sulla sinistra la villa con studio del Medico condotto dott. Ferrero. In via Caduti angolo via Parrocchia si potevano acquistare dalla ditta Falda macchine fotografiche, oltre a lampadari, dischi e radio. Di fronte c’era la macelleria Peradotto e subito dopo il negozio di alimentari di Bertolotto, zia di Aldo, detta la “chilota”. Di fronte un po’ più avanti la “Trattoria La Spada” e vicino alla trattoria la gelateria di Girardi Ghia, la trattoria verrà poi trasferita dove oggi dipinge Guglielmo Meltzeid, gestita dalla famiglia Cuatto che noleggiava anche auto con autista.

All’inizio della Piazza Vittorio Veneto sulla destra prima della farmacia, c’era la cascina dei Bogetto e le mucche tutti i giorni, tranne l’inverno, uscivano per andare al pascolo, di fronte alla cascina il distributore di benzina e il negozio di abbigliamento di Fasano. Sotto i portici si trovava “Sali e Tabacchi” con licenza per alcoolici e dalla parte opposta della piazza il ristorante con sala da ballo all’aperto “Il Centro”. Il giornalaio era di fronte al tabaccaio, più avanti la pasticceria Genova poi il barbiere “Notu” e di fronte l’officina del ciclista Mensio, all’angolo con via Gramsci si trovava un altro negozio di alimentari e gastronomia del papà di Aldo Bertolotto.

Dall’altra parte di via Gramsci sempre all’angolo sulla destra c’era la ferramenta e l’agenzia Piaggio di Natale Miletto, di fronte la panetteria Ghiotti e più avanti un negozio di sementi di Emilia Miletto sorella di Silvio sindaco di Pianezza dopo la Liberazione, poi “l’Albergo dell’Albero Fiorito “di proprietà della famiglia Goffi.

Per finire l’ultimo negozio della via, l’alimentare gestito dalla famiglia Pacchiardo e di fronte la sorella sig.ra Gina Pacchiardo sposata Perino aveva un negozio di abbigliamento femminile.  Altri negozi si trovavano in via Gramsci, dove c’era anche l’ufficio della Posta e Telegrafi gestito dalla famiglia Bodino, la panetteria davanti alla chiesa del Gesù. Sotto l’ala in piazza Cavour, c’era una panetteria, il frutta e verdura di Candido Rivali – Candu – e la latteria della sig.ra Bertero.

Vicino alla scalinata che porta al “Borgo” si trovava il negozio di alimentari gestito da Francesco Roccati con la moglie, un po’ fuori mano ma ben provvisto. Ricordo che quando andavamo da mia zia Clelia in via Maria Bricca e giungeva la sorella Bruna dalla fornace (era la sorella più agiata), con la torta e voleva bere lo spumante Carpenè Malvolti, le sue sorelle allora chiedevano: “ma dove lo trovi lo spumante” e lei rispondeva “lo trovo da Roccati”. Sicuramente ho dimenticato qualche negozio ma voglio ricordare ancora i tre calzolai, in via Caduti c’era il negozio di Livolsi, in via Masso Gastaldi Bonadies e in via Mazzini, Pietro Marchetto e nel cortile dove abitavamo lavorava lo zoccolaio Raviglio che costruiva zoccoli per adulti e bambini.