Nella seduta del 20 maggio 1963 il Consiglio comunale con 12 voti favorevoli e 2 contrari approvava la demolizione del teatro comunale situato in piazza Leumann. Il Prefetto con una propria ordinanza del 17 ottobre 1960 ne aveva a suo tempo ordinato la momentanea chiusura perché la struttura necessitava di sostanziali opere di manutenzione.

L’Amministrazione comunale del tempo affermò di non essere in grado di stanziare i 40 milioni necessari alla sua ristrutturazione per cui decise di affidare alla ditta Chabert Riccardo – gestore del teatro – di costruire un nuovo locale adatto alle proiezioni cinematografiche e sull’area sui cui sorgeva il vecchio teatro un’area a parcheggio. Occorre dire che tale decisione fu parecchio contestata anche da alcuni consiglieri della stessa maggioranza; «La Voce del Popolo» scrisse che «i pianezzesi vedranno certamente scomparire il vecchio e glorioso teatro con tristezza e con rimpianto».

Il teatro era stato costruito nel 1884 dall’impresa edile Mauro Suppo a spese dei sigg. Napoleone Leumann, Luigi Andreis, Giovanni Garrone, Carlo Fornello, Carlo Coppa, Annibale Nota.

Il teatro che vide sul proprio palco recitare Ermete Zacconi (1857-1948), «fu la sede ideale per i pianezzesi che vi si riunivano a celebrare manifestazioni patriottiche, a onorare autorità civili e religiose, per radunare scolaresche nelle liete cerimonie delle premiazioni»

La piazza che prima era intitolata «Piazza del Teatro», con atto del Consiglio Comunale del 26 luglio 1925 fu dedicata, ancora vivente, a Napoleone Leumann «munifico benefattore».

Nel 1927 i proprietari lo cedettero gratuitamente al Comune che ne dispose per dare ospitalità alla «Casa del Fascio», inaugurata il 25 novembre 1928, alla presenza di S.A.R. il Principe di Piemonte Umberto di Savoia, che nella stessa giornata aveva partecipato alla inaugurazione del Parco della Rimembranza.

Nel secondo dopoguerra il teatro riprese la normale programmazione sino alla decisione prefettizia di chiusura, alla sua demolizione e alla costruzione, sullo spazio adiacente, del cinema Orfeo diventato Lumière nel 1995.

Notizie tratte da:

Voce del Popolo – maggio 1963; La Voce della Dora – 1961; Pianezza e i suoi dintorni a cura di Carlo Cebrario – 1931; Archivio Comunale,- Delibere di Consiglio;