Navata centrale – Prima del restauro

Dopo aver provveduto negli anni scorsi al completo rifacimento del tetto per impedire infiltrazioni d’acqua e di aver atteso che l’umidità presente in parecchie parti della chiesa si prosciugasse, sono iniziati nel mese di maggio del 2019 i lavori di restauro decorativo interno della chiesa parrocchiale Ss. Pietro e Paolo di Pianezza. Come ci dice  il parroco don Beppe Bagna «Occorreva porre mano a lavori di restauro delle pitture murarie, altrimenti si rischiava seriamente di perdere il patrimonio ereditato dai nostri avi».

I lavori sono stati affidati all’equipe guidata dal restauratore di beni culturali. Riccardo Moselli, titolare dell’omonima ditta di conservazione e restauro di opere d’arte., formata da Chiara Chiudano, Paola Galliano, Moselli Riccardo e Ingrid Zaffiri.

I lavori per la costruzione della chiesa iniziarono nel 1727 su progetto dell’architetto Giuseppe Castelli, nello spazio ricavato davanti all’ingresso del Castello di Pianezza, ai piedi del vecchio borgo; terminarono nel 1729 ma solamente nel 1870 furono eseguiti gli affreschi della volta, e nel 1871 venne completata la facciata su progetto dell’ing. Pagliano.

La chiesa parrocchiale in questi anni è stata oggetto di molteplici interventi di manutenzione. Questi, in sintesi, i lavori già eseguiti: nel 1996 e ’97 è stato rifatto interamente il tetto della chiesa e restaurata la sacrestia –  nel 1999 sono stati restaurati i confessionali e rifatto l’intero sistema di amplificazione; in quello stesso anno la cappella della via Crucis e quella dei bimbi hanno assunto l’attuale aspetto –  nel 2005 i volontari della falegnameria hanno realizzato i nuovi banchi – a fine 2006 ed in primavera 2007 sono stati ripresi la facciata e i muri perimetrali con interventi per limitare i danni dell’umidità sull’intonaco -dal 2006 al 2012 sono stati restaurati tutti i quadri delle cappelle e del presbiterio – nel 2018 è stato restaurati gli organi storici della chiesa: il Sarassi e il Dal Molin.

Navata centrale – Dopo il restauro

L’intervento è stato strutturato in tre successivi momenti: il primo ha riguardato la navata centrale, poi tutta la zona presbiterale e infine le navate laterali con le relative sei cappelle. La complessa impalcatura che doveva consentire comunque l’agibilità della chiesa è stata spostata ogni volta in relazione alla zona della chiesa in cui gli interventi che dovevano essere fatti. Chi in questo mese ha frequentato la chiesa per le celebrazioni festive, nei vari turni delle prime comunioni, come pure durante i funerali è rimasto impressionato dal cambiamento estetico, dalla brillantezza dei colori e dalla maestosità dei quadri.

La  chiesa al suo interno presenta un’imponente navata centrale con volta a botte e due navate laterali ciascuna con tre cappelle dotate di altari, decorazioni e statue, e dall’abside semicircolare si accede sia a sinistra che a destra ad altre due cappelle. I decoratori del 1870 hanno provveduto ad ornare le volte con elementi decorativi floreali e finte architetture e stucchi, utilizzando le tinte in maniera molto sapiente riuscendo a donare tridimensionalità agli elementi architettonici senza però appesantirne il decoro. Le numerose lesene e colonne sono anch’esse dipinte con filetti di luci ed ombre atti a sostituire elementi architettonici quali scanalature e cornici, e come esse anche le pareti.

«Purtroppo – come si legge nella relazione inviata dall’architetto alla Soprintendenza di Torino – vi sono interventi di manutenzione novecenteschi effettuati con materiali incongrui: stuccature o in cemento o in materiale gessoso sparse sulla superficie delle pareti e delle volte, zoccolature basamentali al di sotto delle specchiature decorate a finto marmo costituiti in malta cementizia o “bastarda”».

Volta Presbiterio – Prima del restauro

Questi, in sintesi, i principali interventi concordati con la Soprintendenza:  rimozione dei depositi superficiali con pennellesse, spugne sintetiche o panni di gomma – risciacquo con acqua demineralizzata – estrazione dei sali solubili con impacchi di carta assorbente – consolidamento della pellicola pittorica – ristabilimento dell’adesione tra supporto murario e intonaco mediante iniezioni di adesivi riempitivi e stuccatura delle crepe – pulitura delle dorature e ridoratura a seconda delle zone interessate – pulitura superficiale delle sculture – stuccatura di fessurazioni, fratturazioni e cadute degli strati di intonaco.

Gli altari delle cappelle sono opere di pregevolissima fattura ascrivibili alla metà del XVIII secolo, tranne il primo entrando a sinistra ( lastronato in marmo e di esecuzione più tarda ) che, oltre ad alloggiare tele altrettanto pregevoli, sono eseguiti secondo una raffinata tecnica di impasti di malte finissime e policromie stese sapientemente a perfetta imitazione dell’estetica dei preziosi marmi in uso nel secolo dei lumi in Piemonte.

Particolare attenzione merita la pala dell’altar maggiore, un dipinto ad olio su tela che rappresenta il “Trionfo dell’Eucarestia”, con la figura di san Carlo Borromeo, opera  di Carlo Filippo Brambilla, pittore attivo in Torino nella prima metà del ‘700; essa appariva divisa in due diverse sezioni non in accordo tra loro. Come ci dice l’arch. Moselli «La centina del dipinto era infatti di recente fattura, nata come aggiunta posticcia al fine di ampliare la tela, che non era a questo punto più da alloggiare nella sua nicchia ma da appoggiare sulla muratura  semicircolare del catino absidale. Questa nuova posizione, nuova dimensione e forma dell’opera andavano inoltre a oscurare parte della trabeazione decorata.

Volta navata – Dopo il resauro

Ma soprattutto il dipinto appariva composto da due opere la cui differenza materica ed estetica creava uno stacco invasivo dal punto di vista estetico e della lettura storica dell’opera. Si è scelto di riportare la tela settecentesca alla sua dimensione originale e alla sua naturale collocazione all’interno della nicchia nella muratura del catino absidale per cui era nata. Infatti ricollocata a termine lavoro le misure combaciavano perfettamente.

Le due opere sono state svincolate l’una dall’altra per essere a loro volta rimontate su un telaio ligneo ciascuna e tornare ad essere a sé stanti.» La centina adesso fa bella mostra di sé nella cappella dei bambini.

Nell’abside due grandi tele, di autore ottocentesco sconosciuto, affiancano la pala d’altare. Guardando l’altare, a destra si trova l’“Apparizione di Cristo a Paolo sulla via di Damasco e la sua conversione”. A sinistra, Pietro riceve il “primato”: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt. 16,18).

Nel catino una serie di pitture murali: in centro “L’Angelo libera Pietro dal carcere”, a sinistra: “Martirio di Pietro”, a destra “Martirio di Paolo”. Nella volta: “Pietro Vicario di Cristo nella gloria del Cielo”. Nelle decorazioni murali della volta della navata centrale: al centro “Gli Apostoli Pietro e Paolo ai piedi della Vergine nella gloria celeste”. Negli angoli sopra le finestre: “ Gli Evangelisti con il proprio simbolo”.

Volta navata –
Gli Apostoli Pietro e Paolo ai piedi della
Vergine nella gloria celeste


La Comunità parrocchiale e Pianezza ha risposto in maniera entusiasta e generosa agli appelli che in più occasioni in questi anni ha lanciato don Beppe ricordando come «La chiesa parrocchiale non sia solo di coloro che la frequentano ma è un patrimonio d’arte e di storia di tutta la cittadinanza, che va salvaguardato e custodito gelosamente».

Sono tanti che hanno contribuito alla raccolta fondi iniziata a Natale 2018: singoli fedeli, amministrazione comunale, privati, aziende del territorio. Le iniziative da parte di un gruppo di parrocchiani per raccogliere fondi sono state moltissime, frutto di fantasia e di tanto lavoro e ancora continuano.  La spesa è stata più di 250.000 €, aumentata non di molto, rispetto alle previsioni. L’auspicio è di poter concludere i pagamenti con la fine del 2021.

La nostra chiesa è ritornata ad essere quella di un tempo, per cui dal mese di settembre alcuni volontari, che si stanno già organizzando, accompagneranno coloro che lo desiderano nell’ammirare da vicino e con adeguato resoconto storico la bellezza di questo tempio di arte e di fede.

Se il covid lo permetterà, in occasione della festa patronale a settembre, saranno inaugurati lavori che sono durati due anni, ma ne è valsa la pena!

Un grazie di cuore va rivolto a chi ha lavorato in questi anni al cantiere: Carla Graziani, Francesca Romeo, Francesca Selle,
Federica Binda, Alessandra Rosso, Carlotta Dosio, Federica Barra, Cinzia De Gennaro, Laura Zanatta, Letizia Baravalle, Carlotta Giustetto, Deborah Martina, Daniele Fasciana, Gianluca Leaci, Alessandro Bazzacco,.

FOTO CAPPELLE DI DESTRA

Cappella della Beata Vergine del Rosario
Cappella del S. Suffragio
Cappella del transito di Sant’Anna

FOTO CAPPELLE DI SINISTRA

Cappella del Resurrezione
Cappella dedicata a don Bosco
Cappella del Terz’ordine francescano
Fonte battesimale