Cercavano il modo di impadronirsi di lui per ucciderlo. Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Àzzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturare Gesù con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo»(…).

Preghiera

Se c’è un equivoco, Gesù, non durerà ancora a lungo.

Che effetto ti ha fatto l’entusiasmo della folla, i mantelli stesi sulla strada assieme alle fronte degli alberi, le grida di gioia con cui ti riconoscono come il Messia promesso a Davide?

Tu sai che di lì a poco chiederanno di metterti a morte, di inchiodarti ad una croce.

Tu ti prepari al momento in cui sarai abbandonato nelle mani di tuoi nemici, condannato dai rappresentanti del tuo popolo, deferito al procuratore romano.

Non blocchi chi ti acclama sperando di trovare in te il condottiero che scaccerà i romani, il re che riporterà Israele allo splendore di un tempo.

Ma non li incoraggi nemmeno.

Chi ti vede entrare in Gerusalemme a dorso di un asino non può ignorare le parole del profeta: si, tu sei un re di pace, mite e misericordioso, non ricorri alla potenza di Dio per sbarazzarti degli ostacoli, non sei venuto a sbaragliare i tuoi oppositori.

Vieni per salvare, non per giudicare, vieni disarmato, disposto ad amare e a offrire la tua vita.

Roberto Laurita