In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!» (…).

laPreghiera

Il monte diventa, Gesù, il luogo della rivelazione, dove per un attimo viene svelata la tua identità, la tua gloria.

Si, tu sei il Figlio: all’origine della tua missione c’è il rapporto profondo, unico, che ti lega al Padre.

E’ per amore che hai preso la carne di un uomo e hai condiviso in tutto e per tutto la nostra storia, le nostre vicende.

Tu sei il Servo, l’amato: disposto a rimanere fedele alla volontà del Padre anche quando si tratterà di conoscere la prova terribile della passione e della morte, anche quando dovrai sperimentare l’angoscia profonda del Getsemani, la solitudine estrema della croce.

In te trova compimento una storia di salvezza, di alleanza, che ha in Mosè ed in Elia due protagonisti eccezionali.

Il condottiero e il profeta diventano i testimoni di una promessa che si sta realizzando.

Gesù, ravviva la mia fede in te: donami di ascoltarti con cuore attento e docile e di abbandonarmi a te senza remore.

Roberto Laurita