In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.(…)».

LaPreghiera

Nel deserto il serpente di bronzo era stato innalzato perché chi lo vedeva fosse strappato al potere della morte.

Così proprio l’emblema del pericolo diventava sorgente di guarigione.

Anche la tua croce, Gesù, strumento crudele per reprimere e per castigare, immagine terribile di una morte dolorosa, è diventata, paradossalmente, simbolo di grazia, di misericordia, di vita.

Che cosa l’ha trasformata al punto da farne un punto di riferimento, una fonte inesauribile di speranza?

E’ stato il tuo amore, Gesù, perché l’amore reca in sé una forza straordinaria, l’unica capace di cambiare profondamente la faccia di questa terra.

E’ stato il tuo amore, offerto a tutti quelli che vengono a te, desiderano essere rischiarati dalla tua luce, consolati dalla tua tenerezza, rigenerati dal tuo perdono.

E’ stato il tuo amore, donato a Nicodemo che ti cerca nella notte per non essere visto, alla peccatrice che ti raggiunge in casa di un fariseo, fino al ladrone che ti invoca dalla sua croce e si affida alla tua bontà, alla tua tenerezza.