Stiamo vivendo i giorni di preparazione alla festa della Consolata, la novena, che si concluderà sabato prossimo 20 giugno nella chiesa del Gesù con la festa liturgica della Consolata. La Madonna Consolata è anche la patrona della nostra diocesi torinese. La novena quest’anno deve adattarsi alle regole imposte dalla pandemia e ha assunto un significato del tutto particolare.

Pala d’altare con san Rocco, sant’Antonio da Padova e santa Margherita sotto la protezione della Consolata. Con disegno accurato e colori densi, il pittore raffigura tre Santi che a Pianezza sono sempre stati oggetto di viva devozione.
Chiesa del Gesù – cappella della Madonna Consolata
Restauro eseguito nel 2005 da Michelangelo Varetto di Chieri

Stiamo celebrando la Messa al Gesù tutte le mattine, mentre la celebrazione del dopo cena è stata anticipata alle 18,30 ed in ogni serata alcune famiglie, di solito al massimo tre per motivi di spazio, ricordano un parente defunto nei mesi del lockdown quando non si è potuto celebrare alcun funerale. Sono ogni sera celebrazioni ricche di significato e commoventi, in alcuni casi, perché guardando a Maria Consolata affidiamo al Signore fratelli e sorelle, che salvo eccezioni, sono morti nei mesi scorsi senza affetti famigliari nei nostri ospedali. Mai come quest’anno abbiamo bisogno che la Madonna consoli e sostenga le nostre famiglie e la nostra Italia. Alla Madonna affideremo nel giorno della festa, sabato 20 di giugno, anche il nostro estate ragazzi e quelli di tutto il paese, chiedendo protezione e serenità per tutti i nostri bimbi e ragazzi.

Don Beppe

La devozione dei pianezzesi alla Consolata

Dal libretto di indulgenze in uso presso i Confratelli e le Consorelle della Confraternita del SS. Nome di Gesù si legge che nel 1561 venne eretta in Pianezza una Confraternita con il titolo di SS. Nome di Gesù, nel 1754 è aggregata alla Veneranda Confraternita del SS. Nome di Gesù in Torino e «per sempre più far fiorire nei fedeli la divozione, elesse nell’anno 1841 per patrona eziandio della Compagnia la SS. Vergine sotto il titolo della Consolata e per renderla più cospicua e doviziosa di celesti tesori l’aggregazione le ottennero all’insigne e primaria Compagnia della Madonna della Consolata in Torino.»

A partire da quell’anno i Pianezzesi, grazie anche ai Priori che sono susseguiti, hanno sempre manifestato alla Madonna Consolata devozione e preghiere che culminano con la processione del 20 giugno, che si snoda attraverso le vie del paese. Quest’anno, per le ovvie ragioni legate al Covid/19, ciò non può avvenire ma abbiamo pregato lo stesso con il collegamento on-line.

La processione per il credente è un modo di testimoniare pubblicamente la propria fede e il desiderio di affidare alla Vergine Maria assieme alla propria vita anche le esigenze del paese.

Processione della Consolata – 1939

Dalle cronache della processione del 1914: la statua della Vergine SS., sorridente in un trionfo di luce e di fiori; le case e le vie illuminate da innumerevoli dipinti globi; tutta Pianezza accorsa e stipata, unita in un solo sentimento di commozione e di ammirazione, era spettacolo che non si può descrivere.

Alla Madonna Consolata è dedicato anche un pilone votivo che si trova in via Collegno angolo via Gorisa, il pilone è accudito e adornato dai borghigiani di Gorisa, che lo restaurarono nel 1980 e recentemente nel 2020 (da A spass për ij senté dla fede a cura dell’UNITRE -2002)

Il titolo Consolata è singolare. Deriva probabilmente da una storpiatura dialettale, la Consolà, del più consueto Consolatrix afflictorum – Consolatrice degli afflitti.

Via Caduti illuminata in attesa del passaggio della processione – 1960

La deformazione linguistica apre un varco d’inaspettata ricchezza spirituale. È bello per noi pregare Maria come Consolatrice “e” Consolata; anzi è proprio nella pochezza della congiunzione che si nasconde la profondità dell’intuizione. In quella “e” è sottintesa la sua forza d’intercessione, il legame tra il cielo e la terra. Maria è consolata da Dio, cioè anche lei è creatura che ha bisogno del Creatore, proprio come ciascuno di noi, ma è anche, per questo, consolatrice, cioè portatrice presso gli uomini dell’amore di Dio che è tenerezza, guida, sostegno e benedizione.

(Don Alessandro Sacco e don Michele Roselli in: I santi del Gesù – 325 anni, Storia, vita e arte della chiesa del Ss. Nome di Gesù – Pianezza 2007)

Era consuetudine che i coscritti dell’anno avessero l’onere e l’onore di portare la statua della Madonna in processione.
Purtroppo con gli anni questa bella tradizione è andata persa. I ragazzi ritratti nella foto sono quelli della classe 1938