La Voce del Popolo del 29 marzo 1953 riportando la notizia della scomparsa a 84 anni di Rosso Orso – meglio conosciuto da tutti come Rusot – scriveva: «una figura tipica della vecchia Pianezza, che purtroppo va scomparendo. Uomo di profonda fede, spese lunghi anni nell’oratorio, assistente, maestro di catechismo, geniale costruttore del teatro dei burattini. Era il primo a giungere in chiesa per le funzioni del mattino, incurante dell’età e delle intemperie. Chiese al Signore di fare il Purgatorio in terra e fu esaudito con una agonia dolorosissima, sopportata senza un lamento, con la fortezza di un lottatore. Gli fu di particolare conforto la benedizione del Papa, dell’Arcivescovo e di S. Ecc. Mons. Bartolomasi, suo coetaneo»

Rusot era stato sin dall’inizio della fondazione dell’oratorio primo collaboratore di don Berardi e di lui continuatore nell’educazione dei ragazzi.

La lapide al cimitero recita testualmente:

Lavoratore abile geniale generoso

Visse di preghiera, lavoro semplicità – modellato sulle orme evangeliche

Benefattore in vita e in morte di opere di culto e di carità cristiana.

Riposa presso don Luigi Berardi suo maestro e modello.