Il 1971 che vide ancora due colonie “elioterapiche”  (così venivano chiamate) maschile all’oratorio e femminile dalle Suore alla Comissetti, con nuove iniziative, fotografia,  aeromodellismo esperimenti radioelettrici, ricamo e pittura, per consentire a ciascuno di esprimere la proprie individuali  capacità.

Alcune fabbriche pianezzesi concorsero alla buona riuscita del Centro estivo con un cospicuo contributo, ne citiamo alcune: REC, OMG, Delalande, Soffieria Grasso, MBM, FAI, Metalchimica, IPRA, UTAS oltre alla FIAT che da anni donava allo scopo un proprio contributo.

Domenica 29 agosto 1971 giornata di chiusura della colonia con la partecipazione di 120 ragazzi e 130 ragazze, con la S. Messa celebrata dal vicario don Sergio BLANDIN SAVOIA e una rappresentazione teatrale.

Da alcuni anni, inoltre ai pianezzesi era stata data la possibilità –  grazie all’Amministrazione comunale – di frequentare la Colonia marina di Vallecrosia (IM), anche questa in collaborazione con il CIF.

Nel 1976 in un’intervista alla Voce del Popolo, il viceparroco don Mario Taverna, descrisse  bene lo spirito della Colonia parrocchiale: «Abbiamo cercato di fare sintesi tra momento ricreativo, formativo e religioso, in un’ottica che può essere riassunta con queste parole: sincerità, amicizia, generosità e gioia. […]. I ragazzi sono accompagnati da altri giovani che con sacrificio nel torrido luglio organizzano gite e altri giochi Il momento religioso è importante nell’economia della colonia, perché cerchiamo di rivolgerci soprattutto verso quei ragazzi  che frequentano più raramente il nostro oratorio. […] Con la colonia femminile c’è una collaborazione di fondo culminate con la serata finale del 29 luglio.»

Giornalino Colonia 1976

Il 1977 è l’anno delle due Colonie: l’Amministrazione comunale retta dal sindaco Domenico Chiapperini «propone il superamento e un’alternativa alle tradizionali colonie elioterapiche», con l’istituzione di un Centro di vacanza, individuato nella struttura della scuola Media di via Claviere, per un massimo di 100 iscritti, organizzato dalla stessa. Nei mesi precedenti erano stati avviati colloqui e incontri con la Parrocchia ma viste le notevoli differenze d’impostazione, non era stato possibile nemmeno «raggiungere un accordo in merito al manifesto e ai ciclostilati da distribuire nelle scuole», come scrisse l’Assessore Maria Luisa Lojodice.

Trentasette (di cui 11 dalla Casa Benefica)  i frequentanti  il  Centro vacanze organizzato dal Comune per una spesa di 3.037.000 lire, mentre sono stati trecentodieci quelli iscritti alla Colonia parrocchiale, con una spesa complessiva di 6.650.000. (Ogni commento è superfluo!)

Nel 1978 l’Amministrazione comunale scelse di non ripetere l’esperienza dell’anno precedente, impegnandosi invece a garantire finanziamenti, strutture, locali e consulenza. «Il Centro vacanza  si propose di offrire ai partecipanti l’opportunità di vivere in modo pieno e socializzante il rapporto con gli e con l’ambiente; dare avvio ad attività ricreative e culturali che potranno continuare nel corso dell’anno permettendo un aggancio con il mondo della scuola e la realtà sociale del territorio; continuare la formazione religiosa». In un’intervista al giornale “La Stampa” del 10 luglio il vicesindaco Mario Sandrone riconobbe «la notevole esperienza educativa accumulata negli anni scorsi dagli Enti religiosi presenti in Pianezza» che vide, in quell’anno, trecentosessanta iscritti.

L’anno successivo si temette di non poter organizzare la Colonia, in quanto la Parrocchia stava attraversando un “burrascoso” periodo, il parroco don Livio Mollar aveva appena rassegnato le dimissioni per morivi di salute e il viceparroco don Mario Taverna – che brillantemente aveva organizzato per anni la Colonia –  era appena stato trasferito.

Mons. Giovanni Pignata fu incaricato dalla Diocesi di occuparsi direttamente della vita parrocchiale e, grazie anche alla presenza di due validi seminaristi, Tino e Maurizio e alla massiccia presenza di volontari fu possibile organizzare la Colonia.

Giornalino Colonia 1979

Il 1980 è stato il primo anno nel quale il nuovo parroco don Virginio, con il contributo di don Daniele D’Aria organizzò la Colonia; tra la Parrocchia e il Comune si firmò una Convenzione che prevedeva tra l’altro, un contributo di 8 milioni di lire e la possibilità di usufruire di strutture comunali quali palestre, campi sportivi e cinema Orfeo. I Padri Passionisti di san Pancrazio misero a disposizione l’oratorio che accolse più di 80 ragazzi; i responsabili erano suor Domenica Bergamaschi, la sig.ra Ida Rovei e Nicoletta Arrivabene.

Giornalino Colonia 1980 San Pancrazio

Giornalino Colonia 1980 Oratorio

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