La popolazione di Pianezza verso la metà degli anni cinquanta aveva ormai superato la soglia dei 4.000 abitanti, per cui il vecchio oratorio, non era più in grado di soddisfare le necessità dell’accresciuta gioventù. Nuove esigenze culturali e ricreative richiedevano spazi più ampi e soprattutto più idonei; per cui con l’arrivo del nuovo vicario Gabriele Cossai si diede avvio alla demolizione dei vecchi locali e alla costruzione della nuova struttura.

Il predecessore di don Cossai, il vicario mons. Carlo Maritano, deceduto il 1° settembre 1953 aveva già compreso che si sarebbe dovuto provvedere ad una nuova costruzione, ma l’età avanzata gli impedì di provvedere lui stesso, ma fu allo stesso tempo generoso di cuore lasciando una cospicua somma a tale scopo.

La Giunta parrocchiale di Azione Cattolica, grazie anche al concorso del cardinale arcivescovo Maurilio Fossati incaricò il geom. Giovanni Soffietti di redigere il progetto e alla ditta Amilcare Franchino di provvedere alla demolizione dei vecchi locali.

Si giunse pertanto alla domenica 13 marzo 1955 quando fu benedetta e posta la prima pietra del nostro attuale oratorio. Nella stessa giornata fu anche inaugurato l’altare dedicato a san Giovanni Bosco e a san Domenico Savio, eletti a protettori della gioventù pianezzese, nella seconda cappella della navata sinistra della nostra chiesa parrocchiale.

Il Prefetto generale dei Salesiani don Fedrigotti celebrò la S. Messa solenne alle ore 11 con l’accompagnamento della Schola Cantorum diretta dai maestri Pereno e Miletto.

Al pomeriggio dopo che don Esterino Bosco fece memoria della vita del vecchio oratorio si procedette alla benedizione

R.R..